Fare impresa in Italia: bello, complicato, (im)possibile

NUMERI, CONTROLLO E VALORECONSULENZA STRATEGICA

Simonetta Murolo

5/6/20264 min read

Fare impresa in Italia: bello, complicato, (im)possibile

Il primo caso di Indìco Legal è già una storia da raccontare

C'è un momento, in certe operazioni, in cui capisci che quello che stai affrontando non è solo una pratica. È una storia. Una storia di persone che hanno deciso di scommettere sull'Italia — con tutto il coraggio che questo richiede — e che si affidano a te perché il salto riesca.

L’incarico

È quello che è successo qualche mese fa, quando ci siamo trovati al tavolo con un gruppo di imprenditori stranieri decisi a costituire la loro società nel nostro Paese. Credevano nel loro business, e nelle opportunità della nostra terra, ma il labirinto del diritto societario italiano, la sequenza dei passaggi notarili, la logica del sistema fiscale, i tempi e i modi della burocrazia locale: tutto questo era per loro una terra incognita, densa e un po' intimidatoria.

Ed era giusto che lo fosse. L'Italia è un Paese straordinario in cui fare impresa Ma richiede una guida perché il sistema è complesso, stratificato, tutto da interpretare.

E noi lo sappiamo meglio di chiunque altro.

Un tavolo, tre competenze, una lingua comune

La prima cosa che abbiamo fatto non è stata aprire un file o redigere una bozza. Abbiamo ascoltato.

Perché quando il cliente è straniero, ogni parola conta doppio. Il rischio di un malinteso tecnico — su cosa significa davvero l’espressione capitale sociale, su come funziona la responsabilità degli amministratori, su quale forma societaria è più adatta al loro modello di business — è altissimo. E un malinteso in questa fase può costare mesi, o peggio, il fallimento del progetto imprenditoriale.

Abbiamo quindi costruito attorno a questo progetto un team che Indìco ha potuto esprimere in modo naturale — perché era già lì, nelle persone e nelle competenze che lavorano insieme, condividendo una stessa linea operativa: rigore professionale, etica nel metodo, chiarezza verso il cliente.

Sebastiano e Simonetta, dottori commercialisti con una lunga esperienza in strutturazioni societarie e gestione d'impresa, hanno guidato l'impianto dell'operazione: la definizione dell'assetto societario, l'equilibrio tra le parti sociali, la sostenibilità fiscale e la coerenza nel tempo.

Enrico, avvocato esperto in diritto commerciale, ha presidiato il perimetro legale, lavorando sulla compatibilità tra ordinamenti diversi e sulla traduzione giuridica delle esigenze di ciascuna parte.

Anche Veronica, tirocinante commercialista, ha avuto un ruolo operativo centrale: ricerca, costruzione delle bozze e gestione continua della comunicazione in inglese con la controparte — un contributo preciso e tutt'altro che marginale.

Quattro persone. Tre ruoli distinti. Un solo obiettivo.

Il debutto di Indìco Legal: non un annuncio, un fatto

Questo caso arriva in un momento preciso della nostra storia. Indìco ha appena compiuto venticinque anni e ha scelto di celebrarli non con una cerimonia, ma con un passo concreto: la nascita di Indìco Legal, la nuova anima legale del gruppo, che affianca Indìco Advisory nella consulenza integrata alle imprese.

Non è una duplicazione. È una risposta. Il mercato pone sfide di complessità crescente. Le imprese — grandi o piccole, italiane o straniere — si trovano ad affrontare operazioni in cui il confine tra diritto e gestione d'impresa è sempre più sottile, spesso inesistente. In questo scenario, il professionista generalista non basta più. Servono specialisti: persone che conoscono a fondo il proprio campo e sanno, allo stesso tempo, parlare la lingua degli altri.

Del resto, diritto commerciale e impresa hanno sempre camminato a braccetto. Indìco Legal nasce da questa consapevolezza — e dalla certezza che la risposta giusta alla complessità non è mai una competenza sola, ma un sistema di competenze che si parlano.

Il caso dei soci stranieri è stato, in questo senso, il banco di prova perfetto. Un'operazione che richiedeva esattamente quella sintesi: la guida legale sulla forma societaria e gli adempimenti notarili, la visione fiscale sulla struttura ottimale fin dall'origine, e la capacità di tenere insieme tutto in una lingua che non era la nostra.

Il primo caso di Indìco Legal non è stato un collaudo — è stato già, fin dal primo giorno, una storia da raccontare

Dalla forma alla sostanza: cosa significa davvero accompagnare un cliente straniero nel meandri del sistema Italia

Dal punto di vista tecnico, l'operazione ha richiesto una regia attenta su più fronti.

Sul versante legale, è stato necessario orientare i soci stranieri nella scelta della forma societaria più adatta — bilanciando le loro aspettative in termini di governance, flessibilità operativa e protezione patrimoniale — e accompagnarli attraverso le fasi della costituzione, con particolare attenzione agli adempimenti legati alla loro qualità di soggetti non residenti.

Sul versante fiscale e contabile, il lavoro è stato altrettanto delicato: definire il regime fiscale ottimale fin dall'origine, strutturare correttamente i rapporti tra la neo-costituita società italiana e le entità estere collegate, e impostare sin da subito un sistema di amministrazione e controllo comprensibile — e gestibile — anche a distanza.

Sul versante della comunicazione, che è stato forse il lavoro più continuo e meno visibile, abbiamo svolto il ruolo di traduttori non solo linguistici, ma culturali. Spiegare perché in Italia certi tempi sono quelli che sono. Perché alcune formalità — che a un occhio anglosassone possono sembrare ridondanti — hanno una logica profonda nel nostro ordinamento. Perché la relazione con il notaio, con l'Agenzia delle Entrate, con la Camera di Commercio non è un ostacolo da aggirare, ma un percorso da attraversare con metodo.

Il nostro compito non era solo fare le cose giuste. Era far capire ai clienti perché quelle cose erano giuste — e necessarie.

Cosa resta

A distanza di tempo, non è la struttura tecnica a restare.

Quella era necessaria. Ma non sufficiente.

Resta il metodo:

• lavorare senza intermediari

• costruire comprensione prima ancora che documenti

• integrare competenze diverse nello stesso processo

Costituita la società, ha inizio un nuovo capitolo, per i soci, ma anche per noi professionisti, che cresciamo di giorno in giorno con le nostre aziende.

Indìco Advisory e Indìco Legal nascono esattamente per questo: non per dividere le competenze, ma per renderle leggibili e utilizzabili insieme.

Perché tra ordinamenti, lingue e interessi diversi, il vero lavoro non è ridurre la complessità.

E’ governarla.

Federica Corso

6 Maggio 2026