C'è un giovedì nella vita di ogni impresa.

NUMERI, CONTROLLO E VALORECONSULENZA STRATEGICA

Federica Corso

7/6/20263 min read

C'è un giovedì nella vita di ogni impresa.

Come parlare alla banca e farsi dire di sì

L’incontro con la banca fissato è per giovedì: ordine del giorno il progetto di acquisto del drone, bloccato in attesa dei fondi.

Luca gestisce una società che per quasi vent'anni ha lavorato nel mondo della comunicazione pubblicitaria: campagne pubblicitarie, cartellonistica, affissioni. E ancora passaggi radio e Tv, volantini e volantini. Uno di quei settori che costruisce la sua credibilità metro per metro, lungo i bordi delle strade e sulle pagine dei giornali locali.

Il cambio di rotta e la scommessa sul futuro

Negli anni ha visto i giornali assottigliarsi, i manifesti restare lì, immobili, mentre gli schermi prendevano il sopravvento, di quei cellulari che nessuno smette ormai di tenere in mano. La carta stampata sta concludendo il suo ciclo.

E Luca ha giocato sempre d’anticipo per trovarsi dall'altra parte quando quel ciclo si chiuderà.

Ha lavorato alacremente verso la nuova direzione: campagne digitali, adv sui social, podcast e presenza online per le imprese del territorio. Un lavoro diverso, fatto di dati e ottimizzazione, invece che di carte e tipografie. Il socio storico non ci ha creduto fino in fondo, e così Luca è rimasto solo.

E solo, finalmente, vuole correre sempre più verso la direzione che ha scelto.

Un atto di fiducia nel proprio intuito. Una scommessa sul futuro che è già presente: un drone per le riprese dall’alto, per campagne di visibilità di alto profilo. E non solo: le riprese con i droni oggi aprono nuovi scenari commerciali: agenzie immobiliari, imprese edili, produttori video.

I dubbi dell'istituto di credito: la trappola del bilancio

Eppure, la banca tentenna. E Luca non capisce perché.

Il problema non è l'azienda, caro Luca. È la fotografia che il tuo bilancio ha scattato.

Cosa si vede?

Un indebitamento tributario eccessivo, un elevato peso degli interessi bancari, un peso delle sanzioni tributarie, ed una liquidità compressa (nuove figure professionali, licenze software, strumenti per l’uso del drone): costi necessari, che hanno irrigidito la struttura mentre i ricavi non altrettanto agilmente crescono. Un revenue gap temporaneo, fisiologico in qualunque trasformazione aziendale seria.

Questo è il quadro che sta sulla scrivania del funzionario. Tre segnali di allarme.

Ed anche la richiesta più semplice diventa difficile.

L'intervento del professionista: riscrivere la narrazione dei numeri

Fu qualche sera prima dell'appuntamento che Luca chiamò. Stava rileggendo la mail del suo referente, quella in cui gli elencava le sue perplessità: risultato netto in calo, debito tributario in crescita, discontinuità nel modello di business, trend reddituale "non rassicurante."

Ogni punto era tecnicamente corretto. Ogni punto era nel contesto giusto. Ogni punto si sarebbe potuto narrare diversamente.

Ci sono momenti in cui fare il commercialista significa lavorare con i numeri. E ci sono momenti in cui significa fare qualcosa di più: trovare il posto giusto a ciascun numero, e rendere visibile la visione dell’imprenditore.

Dalla mattina dopo lavorammo sul bilancio. Classificammo diversamente gli investimenti, separando i costi gestionali operativi da quelli in corso per la crescita aziendale, così da dimostrare il valore dell’attività al netto dell’investimento. Recuperammo tutti i piani di rateizzazione tributaria, dimostrando nessun arretrato: un imprenditore che aveva scelto di regolarizzare invece di ignorare. Lavorammo sul business plan, spiegando come l’investimento si sarebbe coperto con il nuovo portafoglio clienti, clienti con una marginalità strutturalmente superiore a qualunque campagna pubblicitaria.

Il verdetto del giovedì: la finanza è una conversazione

Il verdetto del giovedì: la finanza è una conversazione

Il risultato fu un documento che non era un bilancio. Era il bilancio di Luca: un business plan che rappresentava non il suo sogno, ma un progetto imprenditoriale strategico.

Il documento che spiegava alla banca perché quell'azienda, in quel momento preciso della sua storia, era esattamente il tipo di cliente che una banca dovrebbe volere: un imprenditore che aveva avuto il coraggio di vedere dove andava il mercato, e i numeri per dimostrare che aveva visto giusto.

Il giovedì, alla fine, è arrivato. La riunione è durata quarantacinque minuti. I primi venti, il funzionario ascoltava con la diffidenza di chi ha già deciso. Gli ultimi venticinque, prendeva appunti.

L'affidamento è stato approvato due settimane dopo. Finanziamento in cinque anni, ed inoltre linea di credito a breve per le esigenze di cassa, importo pieno, condizioni coerenti con il merito creditizio reale dell'azienda non con quello che era sembrato, in superficie, su una prima lettura disattenta. Interessi passivi più contenuti: il bilancio del prossimo anno sarà anche migliore di quello attuale!

La banca non aveva detto no.

Aveva detto: non ti conosco e non ti capisco.

La finanza ordinaria non è uno sportello automatico. È una conversazione. E come ogni conversazione, dipende da chi la conduce, da cosa dice, da come lo dice.

Un bilancio racconta la storia di un anno.

Un buon commercialista racconta la storia dell'impresa.

Sono due cose molto diverse. E la differenza, a volte, vale un'azienda intera.

Hai un giovedì in agenda? Chiamaci prima. Il tempo per raccontare la tua storia bene esiste

Federica Corso

6 Luglio 2026

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